Come difendersi dall’ansia ai tempi della COVID19

Tra tutte le emozioni più sperimentate nel corso di epidemia di COVID 19, per timore di contagio, per i cambiamenti delle abitudini di vita e per le dovute convivenze forzate nelle abitazioni, l’ansia è quella  maggiormente provata.

Tra le sue manifestazioni frequenti troviamo, sensazioni di paura, angoscia con somatizzazioni ( manifestazioni ed espressioni fisiche dell’ansia), franche fobie, ansia da contagio ed ipocondria.

Tali emozioni possono riguardare chi ha già dei disturbi psichiatrici, che tale situazione aggrava, persone che sviluppano disturbi al momento attuale in seguito alla situazione mondiale, oltre a una terza categoria di persone già provate da un carico emotivo dovuto  a relazioni d’aiuto per ragioni professionali oppure per carichi familiari assistenziali emotivamente pesanti.

Come già riportato nel sito dobbiamo sempre distinguere forme di ansia sana e forme di ansia patologica, se le prime sono funzionali le seconde compromettono la nostra lucidità e tutti i nostri comportamenti.

I comportamenti dettati da ansia patologica possono in questa particolare situazione epidemiologica  comportare  affollamento nei supermercati, continue ricerche  e conseguenti diffusioni di  notizie  e fonti false e inattendibili, ricerca di aiuti medici inadeguati ed eccessivo intasamento di studi medici e pronto soccorsi.

Ai tempi del CORONAVIRUS l’ansia provocata da pensieri catastrofici funziona come un circolo vizioso.

L’incontrollabilità di un evento porta a pensieri negativi e idee di morte, che suscitano ansia e comportamenti allarmistici che rievocano idee di morte, imprevedibilità, incontrollabilità e ansia che ridetermina a sua volta comportamenti disadattativi e idee di morte e ansia patologica.

Oggigiorno, collegati alla COVID 19, ritroviamo sempre più pensieri intrusivi (immagini e pensieri  che avvengono e si rappresentano involontariamente nella nostra mente) comportamenti evitanti, iperarousal (aumentata attivazione psicofisiologica quando si presentano stimoli ambientali che rimandano all’attuale situazione mondiale), umore depresso e pensieri negativi.

E’ importante riconoscere in questi segnali sintomi cognitivi come difficoltà di concentrazione e di memoria, alterazioni del ritmo sonno veglia, astenia,  irritabilità e irrequietezza con tendenza all’ isolamento e alla chiusura in se’ stessi, ecco allora che diventa importante mantenere abitudini di vita  in grado di conservare il benessere psicofisico, contenere reazione emotive, che non proporzionali alle situazioni ci porterebbero a mettere in atto  comportamenti inefficaci e pericolosi, rafforzare quelle sensazioni di controllo  sulle situazioni  dipendenti direttamente dalle nostre  attività e controllo di comportamenti  e  reazioni, distinguere ciò che non è soggetto alla nostra capacità di controllo degli eventi (non si può predire  quanto ancora durerà questa  situazione e non si può predire come reagiranno i singoli stati nel mondo).

Ecco alcuni consigli da mettere in atto in questo periodo:

Rispettare i ritmi del sonno e della veglia evitando di stare a letto tutto il giorno.

Non assumere droghe alcool e fumando il meno possibile ed evitando comportamenti impulsivi.

Non isolarsi mantenendo con gli altri contatti telefonici in chat sui social ecc.

Mantenere la cura della persona e dell’ambiente domestico.

Mettere in atto momenti di rilassamento e distrazione con se stessi e i propri conviventi.

Selezionare informazioni fornite da organi scientifici.

Evitare di lavorare in modo compulsivo e senza riposo.

Apprendere tecniche di controllo per i pensieri negativi e le reazioni ansiose.

Considerare aspetti positivi da cogliere nonostante il momento di difficoltà.


Qui di seguito un link istituzionale per approfondimento delle tematiche trattate in questo post:

Emergenza Coronavirus e prestazioni psicologiche

Dott.ssa Sabrina Signorini

Come difendersi dall’ansia ai tempi della COVID19