Sabrina Signorini Psicologa · Psicoterapeuta
Aree di intervento

Non si parte dalla diagnosi.
Si parte dalla domanda.

Le aree indicate qui aiutano a orientarsi, ma nella pratica clinica i confini sono meno netti: ansia, umore, trauma, relazioni e comportamenti problematici spesso si intrecciano. Il primo compito è capire come funzionano in quella specifica persona.

01

Ansia, panico e stati di allarme

Quando preoccupazione, tensione, evitamento o attacchi di panico restringono progressivamente la vita. Il lavoro riguarda sia i sintomi sia il significato che assumono nella storia e nelle relazioni.

02

Depressione, disforia e crisi

Fasi depressive, perdita di interesse, senso di vuoto, irritabilità o blocco possono emergere in momenti di cambiamento, lutto, conflitto o esaurimento delle strategie abituali.

03

Trauma e conseguenze dello stress

Esperienze traumatiche, incidenti, violenza o eventi improvvisi possono lasciare iperattivazione, evitamento, intrusioni e alterazioni del senso di sicurezza. Il percorso viene calibrato sui tempi e sulle risorse della persona.

04

Dipendenze e comportamenti problematici

Sostanze, gioco, cibo o altri comportamenti possono assumere una funzione di regolazione emotiva o diventare modalità rigide di gestione del disagio. Il lavoro considera funzione, contesto e possibilità alternative.

05

Relazioni e passaggi di vita

Conflitti, separazioni, cambiamenti familiari, difficoltà affettive e fasi evolutive possono riattivare modalità relazionali ripetitive. La terapia aiuta a riconoscerle e renderle più pensabili.

06

Adolescenza e contesti familiari

Nei momenti di crescita il sintomo può coinvolgere l'intero sistema relazionale. Quando appropriato, il lavoro considera anche il contesto familiare e le figure significative.

07Psicodiagnostica

Quando serve, misurare aiuta a capire.

L'assessment psicodiagnostico integra colloquio clinico, osservazione e strumenti testistici. Può servire a chiarire il funzionamento psicologico, approfondire un'ipotesi diagnostica, orientare un trattamento o rispondere a una specifica domanda valutativa.

Come funziona l'assessment →
Non una fotografia, ma un processo

Un test isolato dice poco. Il valore dell'assessment nasce dall'integrazione tra dati, storia, colloquio e domanda clinica. La restituzione è parte integrante del percorso.

Un criterio semplice

Il sintomo conta.
Ma conta anche a cosa serve.

Due persone con la stessa diagnosi possono aver costruito quel sintomo per ragioni profondamente diverse. Comprenderne la funzione evita di confondere il nome del problema con la persona che lo vive.

Orientarsi

Non è necessario sapere già
“che cosa si ha”.

È sufficiente partire da ciò che oggi crea sofferenza, blocco o confusione. Il resto si costruisce nel percorso.

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